Piccola Biblioteca Naturalistica

 

il terzo scimpanze

Jared Diamond. Il terzo scimpanzé.
Ascesa e caduta del primate Homo sapiens.
Bollati Boringhieri, 2006 pubblicazione originale, 1991)
Il terzo scimpanzé siamo, evidentemente, noi.
Diamond presenta l’evoluzione umana in un modo interdisciplinare, incorporando dati dall’antropologia, dalla biologia evolutiva, dalla genetica, dall’ecologia e dalla linguistica.
Con uno stile piano e colloquiale l’autore ci guida a capire come alcune caratteristiche non strettamente biologiche, come il linguaggio, l’arte, l’agricoltura, il fumo e l’uso delle droghe, apparentemente solo umane, hanno le loro radici nel mondo animale.


quando i cavalli avevano le dita

Stephen Jay Gould Quando i cavalli avevano le dita. Misteri e stranezze della natura.
Feltrinelli, 2006 (pubblicazione originale del 1983).
Il poliedrico autore, paleontologo, biologo e storico della scienza dell’Università di Harvard, ha tenuto per 25 anni una rubrica su Natural History, il giornale del Museo Americano di Scienze Naturali nel quale allora lavorava. Ciclicamente, Gould, tra l’altro un ottimo divulgatore, rielaborava alcuni di quei 300 saggi ricavandone libri di grande successo.
Trenta di quei saggi sono contenuti in questo libro, che riflettendo l’ampiezza degli interessi dell’autore, spazia dai rapporti fra sesso e taglia, alle vite di grandi personaggi della scienza, quali Stenone, Hutton, Cuvier, Vavilov, dall’assenza di ruote in natura, ai denti degli uccelli, dalle strisce delle zebre, alla taglia delle barrette di cioccolata.
La tecnica di Gould è fantastica: parte da una notizia naturalistica (ad esempio la possibilità di “fabbricare” in laboratorio polli coi denti) per situare questa notizia in un quadro più vasto e lasciarci un messaggio di carattere generale da portare a casa.


il caso e la necessità

Jacques Monod Il caso e la necessità.
Oscar Mondadori, 2001 (pubblicato in origine nel 1970).
Quante volte abbiamo sentito semplificare i modelli di evoluzione con la battuta “l’evoluzione è guidata dal caso”?
Eppure, già nel 1970 Monod, premio Nobel per la medicina o fisiologia nel 1965, in questo testo di divulgazione della biologia molecolare del tempo, ha spiegato e dimostrato la duplice natura dell’evoluzione, che è frutto sì di cambiamenti casuali, le mutazioni genetiche, ma anche del rigido determinismo della selezione naturale, l’esatto contrario del caso.
Monod ricava da questi dati una posizione filosofica deterministica, che diventa addirittura giustificazione di una proposta politica.
“Infine l’uomo sa di essere solo nell’immensità indifferente dell’universo, dal quale è emerso solo per caso.
Il suo destino non è scritto da nessuna parte, e nemmeno i suoi compiti.
Il regno in alto o le tenebre in basso: a lui la scelta”


cavalli sforza

Luigi Luca Cavalli-Sforza. Geni, popoli e lingue.
Adelphi, 2008 (edizione originale, 1996).
L’autore, il decano degli evoluzionisti italiani, anche se lavora da decenni all’Università di Stanford, in questo libro, cerca di mettere d’accordo i portati di discipline diverse, biologia, demografia, linguistica, archeologia.
L’idea è che se, come è logico pensare, la storia dell’uomo è univoca, allora deve essere che, se io ricostruisco, attraverso i geni, le relazioni storiche fra le popolazioni umane, e poi confronto questi dati con quelli ottenuti studiando le relazioni fra le lingue, i due alberi che ottengono dovrebbero raccontarci la stessa storia.
Dalla distribuzione geografica di centinaia di geni su scala mondiale sono dedotte le linee filogenetiche delle popolazioni.
Gli alberi genealogici sono poi messi in confronto con i dati provenienti da altre discipline, quali la linguistica e l'archeologia, giungendo infine a unificare le storie raccontate dalle diverse discipline.

breve storia di quasi tutto

Bill Bryson. Breve storia di quasi tutto. TEA 2014 (pubblicazione originale del 2003).
Questo libro, come dice l’autore, tratta della vita, dell’Universo e di tutto, dal Big Bang all’arrivo di Homo sapiens. “E' un libro su come è accaduto. In particolare su come siamo passati dall’essere niente a essere qualcosa, e poi come un po’ di quel qualcosa è diventato noi, e anche su cosa è accaduto nel frattempo, e in seguito”.
Per questo scopo, l’autore ci porta, con lo stile di un "romanzo" ricco di sorprese e curiosità, scritto da un dilettante curioso, attraverso tutta la storia della scienza, dalla fisica alla cosmologia, dall’astronomia alla paleontologia, dalla geologia alla chimica e via dicendo, usando mille fonti, dai libri di divulgazione alle interviste coi luminari.
Con una scrittura sempre ironica, e senza mai rinunciare al gusto dell'aneddoto e della battuta, Bryson ci fa incontrare le personalità che hanno fatto e stanno facendo la storia della scienza, lasciandoci alla fine la sensazione di conoscere meglio il mondo in cui viviamo.


dawkins

Richard Dawkins L'orologiaio cieco.
Rizzoli, 1988 (pubblicazione originale, 1986)
Richerd Dawkins è un divulgatore formidabile e anche un grande polemista.
In questo libro si propone di capovolgere la metafora proposta dalla teologia naturale di W. Paley a inizio ottocento. Il ragionamento di Paley era “se io trovo un orologio in mezzo alla strada, lo guardo bene, capisco che serve a qualcosa, e subito dopo intuisco che deve essere stato costruito da un orologiaio.
Così, dunque, quando vedo un essere vivente così perfetto…”.
Dawkins ci fa vedere che la biologia evoluzionistica moderna ci può aiutare a capire che anche le strutture biologiche più complesse e apparentemente inspiegabili, possono essere state “costruite” pezzo a pezzo dalla selezione naturale


wilson

Edward O. Wilson La diversità della vita. Per una nuova etica ecologica.
BUR, 2009 (pubblicato in origine nel 1992).
Wilson è uno dei più grandi naturalisti viventi, ed è praticamente l’inventore del termine “biodiversità”, una parola che sentiamo sempre più spesso usata nei mezzi di comunicazione.
Questo libro da un lato prova a spiegare cos’è la biodiversità, a misurarla, facendoci toccare con mano i numeri delle specie esistenti, dall’altro cerca di spiegarci perché esiste la biodiversità, e soprattutto come si è generata nel tempo, e quali ostacoli – le grandi estinzioni – si sono frapposti al suo sviluppo.
Nello steso tempo ci fa riflettere sulla nostra responsabilità.
Se la diversità di oggi è il punto di partenza della diversità di domani, ogni specie che si estingue, per nostra colpa o incuria, mette a repentaglio il futuro della vita sulla Terra.


vannini

Marco Vannini Breve storia della vita animale, ovvero quattro miliardi di anni di errori e di insuccessi.
Maria Margherita Bulgarini, 2014.
Quella parte dell’evoluzionismo che si occupa di ricostruire la storia della vita sulla Terra, fino a pochi anni fa poteva basarsi solo sui contributi della paleontologia.
Oggi con la possibilità di confrontare sequenze di DNA, le ricostruzioni storiche diventano sempre più precise.
Vannini, professore di Zoologia a Firenze, ci racconta in forma piana e discorsiva che cosa è successo nei quattro miliardi e mezzo di anni che ci separano dalle prime forme di vita, simili a batteri, che popolavano i mari primordiali.
Il libro punta soprattutto sui grandi eventi della storia vita: la sua origine, l’”invenzione” dello scheletro, l’uscita dall’acqua, gli effetti delle grandi estinzioni, l’origine dei grandi gruppi animali.